Matti Sto mondo al é na cabia de mat –  Chi è il matto e chi sono gli psicologi? 

 “Siamo tutti matti” (Sto mondo al é na cabia de mat) e “siamo tutti un po’ psicologi”. “Gli psicologi sono matti” e “chi nasce tondo non può morire quadrato” (Chi nasse mato no guarisse mai).  

I proverbi recitano la cultura popolare, così come i nuovi modi di dire, ed è inevitabile che influenzino le nostre azioni, perché i pensieri di oggi non sono altro che l’evoluzione di ciò che dicevano gli antenati e … “la mela non cade mai lontano dall’albero”.

Dovessimo fermarci a quanto scritto fino ad ora rimarremmo in un’empasse poco produttiva, una confusione che tutt’oggi caratterizza queste tematiche.  Proviamo a spingerci verso l’evoluzione accennata. Chi sono i matti?

Può essere matto chi decide di urlare a squarciagola durante una cerimonia silenziosa, ma allo stesso tempo può essere matto chi sfida le leggi della fisica nello sport e si porta a casa una medaglia olimpica. È matto colui che rischia, chi non segue le regole della società, insomma chi rompe gli schemi. Si parla di due tipi di pazzie: quella positiva (socialmente accettata) e quella negativa (socialmente inaccettata). Lo psicologo si occupa di quest’ultima.

Generalizzare a una follia comune come dice il primo proverbio, giustifica ogni atto fuori dal comune e non riconosce che dietro un gesto insolito può esserci sofferenza. Allo stesso modo dire che tutti siamo un po’ psicologi non responsabilizza il cittadino in difficoltà che, seppur riconoscendosi un problema, non saprebbe a chi rivolgersi. Lo psicologo esiste ed è utile nel momento in cui la cittadinanza si rende conto che ci sono delle sofferenze cui non può farsi carico da sola in quanto necessitano le competenze specifiche per occuparsene. Solo riconoscendo il problema, ascoltando la persona e dando dei nuovi strumenti è possibile parlare di cambiamento e di salute.

È la società ad etichettare il pazzo o la pazzia nasce dalla società? “È nato prima l’uovo o la gallina”.

 

Dott.ssa Eleanna D'Alessandro