Le mamme sbagliano (a volte!)
Elementi che hanno contribuito a costruire l’idea di una madre infallibile
Nella nostra cultura la mamma non può sbagliare mai, ma chi l’ha detto? facciamo un piccolo lavoro di analisi culturale e andiamo a capire come mai
abbiamo fermo questo concetto nella nostra mente.
- Esperienze personali
Da bambini la mamma ci forniva tutte le risposte di cui avevamo bisogno, che siano stati piccoli dubbi (mamma come si fa questa cosa?) o quesiti esistenziali (da dove veniamo?). Prima di arrivare all’adolescenza è molto raro mettere in dubbio la propria madre, ed è un processo di crescita funzionale allo sviluppo della nostra sicurezza. “Se lo dice mamma è vero” è giusto che sia così: lei è la persona che più ogni altra ci accompagna nella scoperta della vita.
- Esperienze socio culturali
Il mito dell’istinto materno ha nutrito il principio della mamma onniscente, grazie anche al terreno fertile di una società patriarcale. Per generazioni, infatti, la mamma è stata relegata unicamente al ruolo di brava moglie e brava madre.
Ad oggi la perpetuazione, seppur labile, di questo mito ha contribuito alla continua pressione sociale della mamma che deve rispondere sempre pronta e sicura di se. A volte fa piacere credere che la nostre scelte siano dettate dal potere indiscusso della natura, ci rende più tranquille, ma in determinate occasioni potrebbe essere una responsabilità difficile da sostenere: prima di tutto perché esclude l’altro e la possibilità di farci aiutare, secondo perché non ammette di continuare a pensarci delle donne che stanno imparando a vivere uno dei ruoli più belli (a mio parere) ma anche uno dei più difficili.
Aggiungo un piccolo accenno alla religione senza nessun fine di giudizio, ma per trarre un importante aspetto su cui riflettere che culturalmente ci ha tramandato: Maria Vergine non sbaglia, è perfetta, addirittura il suo essere Vergine la rende pura in tutti gli aspetti, è la madre per eccellenze. Al suo opposto leggiamo di Eva, la donna (non madre) che combina il grosso guaio di cui tutti conosciamo le conseguenze (anche legate alla sofferenza, guarda caso, del parto)
Se usciamo dai retaggi culturali di cui sopra ci rendiamo conto che quando nasciamo mamme non abbiamo le risposte a tutto, ma questo non ci renderà meno “brave”. Diciamolo apertamente: le mamme sbagliano! Specialmente nei primi tempi del neonato, quando ancora abbiamo bisogno di tempo per conoscerlo e per ritrovare noi stesse in questa nuova veste.
Il rischio di non pensare criticamente questi aspetti culturali che influenzano le nostre menti, in modo più o meno esplicito, è che ci porti a condividere un'idea di madre perfetta, quindi irreale, il senso di smarrimento e solitudine posso essere una diretta conseguenza.
La maternità e la genitorialità in senso più largo è una scoperta continua. Bisogna riuscire a vivere le nostre insicurezze e usarle come uno stimolo a voler conoscere sempre meglio il nostro bambino e creare con lui una relazione unica. Concediamoci l’errore e la fiducia di poter rimediare, diventiamo mamme non supereroine, anche se molto spesso la maternità ci fa scoprire delle capacità prima impensabili e che sembrano proprio dei superpoteri.